In Italia
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
19 aprile 2018 * S. Leone IX papa
ruini ansaAmmette che l’Italia è meno cattolica di un tempo. Vede nel calo demografico il problema più grave, «perché distrugge le speranze». Archivia come «una triste deviazione» la legge sul fine vita e le unioni civili. Si dice «contento che la Costituzione non abbia subito le modifiche al referendum istituzionale». E in politica vede una «fase nuova in cui i cattolici rischiano l’irrilevanza». Il cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei dal 1991 al 2007, analizza la sua Italia, sotto le foto di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
Quanto resta di cattolico nell’Italia del 2018, eminenza?
«Difficile fare valutazioni: solo Dio conosce i cuori. Umanamente parlando, di cattolico sembra ci sia meno che una decina di anni fa: in convinzione e in pratica della fede.

senato parlamentoIl problema della situazione politica del nostro paese di fronte alla scadenza elettorale deve essere affrontato con molto realismo. A sentire in questi giorni alcuni interventi, anche autorevoli, la sensazione è che non ci si renda bene conto della gravità della situazione, come se bastasse semplicemente dare qualche criterio generale per affrontare il problema elettorale.
La situazione culturale, sociale e politica è grave dopo sette anni di governi calati dall’alto, e ora il popolo italiano ha finalmente la possibilità di esercitare il diritto sovrano di scegliere i suoi rappresentanti.
In questi anni abbiamo assistito a un attacco forsennato alla famiglia. Non alla famiglia cattolica, ma alla famiglia su cui è fondata la nostra società secondo il dettato della Costituzione. Abbiamo visto sostanzialmente una serie di leggi eversive della coscienza comune del nostro popolo

italianigerE se non fossero il contrasto all’emigrazione clandestina e la lotta al terrorismo jihadista le ragioni principali che stanno dietro alla missione militare italiana in Niger approvata ieri dalla Camera? Partiti politici e titoli dei giornali danno per scontato che gli obiettivi siano quelli dichiarati dal governo, ma molti indizi portano a credere che dietro ci sia un disegno strategico più vasto.
Un dispositivo che a giugno avrà dispiegato sul terreno appena 120 uomini, e che a regime ne conterà 470, dotati di 130 mezzi terrestri e due aerei (con una spesa di quasi 50 milioni di euro, in parte recuperati alleggerendo la presenza italiana in Afghanistan e Iraq), significa davvero poco in un contesto operativo come quello del Niger.

de benedetti renziLo scandalo è di quelli che dovrebbero tener banco per giorni: uno dei più noti imprenditori ed editori italiani, Carlo De Benedetti, dà indicazione a Gianluca Bolengo, suo broker di fiducia, di investire sulle azioni delle banche popolari alla vigilia della riforma del settore di cui – sostiene registrato al telefono – ha saputo in anticipo dal premier Matteo Renzi in persona. Eppure sembra che giornali e telegiornali facciano di tutto per fuggire dalla notizia una volta esplosa, dando vita a uno slalom gigante per annacquare – se non proprio evitare – la vicenda.
Il caso più emblematico è quello di Repubblica, il giornale di cui De Benedetti è stato storico editore e di cui oggi è proprietario Gedi, il gruppo presieduto dal figlio Marco. Il 10 gennaio la notizia della telefonata esce su diversi quotidiani, ma non su Repubblica.

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