Nel mondo
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
12 dicembre 2017 * S. Costanzo martire
maroccoDove non arriva la forza delle parole, di sicuro arriva quella delle immagini. Non per chi è libero e non ha bisogno del politicamente corretto per orientarsi nella vita, ma di sicuro per chi di questo aberrante concetto fa abuso. Succede che alcune istantanee di un mio breve soggiorno in Marocco, Paese per chi non lo sapesse a maggioranza islamica, facciano il giro dei social e solo perché dietro di me ci sono degli alberi di Natale, strade addobbate e aria di festa.
Lo ripeto e lo riscrivo: Marocco. Non passa un minuto dopo la pubblicazione delle foto sui miei profili social che il paradosso appare in tutta la sua gigantesca portata: qui in Italia nelle scuole si vietano presepe e canti di Natale, a Rabat come a Casablanca il Natale non solo si mostra ma addirittura ti acceca.

bella addormentataSi definisce genocidio lo sterminio di un popolo, l’assassinio fisico e sistematico, i corpi buttati a marcire nelle fosse comuni, sotto le mosche, con gli occhi mangiati dai vermi. Si definisce etnocidio un sistema di annientamento più aggraziato ed elegante: distruggere l’anima di quel popolo, deridendone la religione, la storia, la cultura. Una volta che la loro anima è stata annientata i popoli si annientano da soli con la denatalità, e così risparmiamo sulle mosche e sui vermi. Le storie sono uno dei costituenti, uno dei pilastri dell’immaginario collettivo.
Per poter annientare la civiltà occidentale non basta distruggerne la religione, calunniarne la storia. È indispensabile eliminare le fiabe. Le fiabe devono essere feroci e atroci, perché la loro funzione è proprio quella di contenere e raccontare il dolore, di preparare ad affrontarlo.

Giornata Internazionale dei Diritti dellInfanzia e dellAdolescenza 634x396 300x187Nella mia totale ingenuità pensavo che oggi, 20 novembre, fosse sant’Edmondo martire. Apprendo invece che è la Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza, istituita, ça va sans dire, dall’Onu. Non c’è niente da fare, non riesco a sintonizzarmi sulla lunghezza d’onda secolarizzata. Procedo con la mia vecchia agenda piena zeppa di santi e ignoro le Giornate mondiali: un peccato del quale prima o poi dovrò rispondere di fronte a qualche tribunale.
Comunque sia, visto che è la Giornata dell’infanzia e dell’adolescenza, sono andato a vedere di che si tratta (a dire il vero, non ho mai ben capito a che cosa servano tutte queste Giornate) e così ho scoperto che vuole essere un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica (perdonatemi l’espressione abusata, ma così dicono i promotori) sulla condizione di tanti bambini e adolescenti che nel mondo soffrono a causa di svariati problemi.

mucca crocifissaPer capire lo stato del cattolicesimo a certe latitudini europee basterebbe il commento di una signora che ha visitato la mostra “La vacca sacra” dell’artista Tom Herck allestita nella chiesa – ancora consacrata – di Kuttekoven a Looz, in Belgio: “I cattolici non devono sentirsi offesi. Come Gesù morì sulla croce anche questa mucca è morta sulla croce per i peccati rappresentati dai nostri rifiuti e dall’inquinamento ambientale”. Una lettura un po’ troppo stiracchiata e personale dell’enciclica Laudato si’, verrebbe da dire. Herck, rispondendo alle critiche della dozzina di fedeli che domenica scorsa, cartelli e rosari in mano, hanno occupato il luogo sacro chiedendo la rimozione dell’allestimento, ha spiegato che il bovino crocifisso intende essere una denuncia contro “l’odierna industria agroalimentare” e che non c’è alcun intento anticattolico nell’opera artistica. Che la mucca sia appesa alla croce proprio davanti all’altare è un dettaglio che nulla avrebbe quindi di sacrilego.

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