Nel mondo
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
19 febbraio 2018 * S. Mansueto vescovo
antieuropE’ già successo in Gran Bretagna per la Brexit e negli Stati Uniti per l’elezione di Trump. Anche da noi le élite usano lo sbrigativo anatema del “populismo” per delegittimare e silenziare il malessere del popolo. Quel popolo a cui l’articolo 1 della Costituzione attribuisce “la sovranità” che gli hanno in gran parte sottratto.
Il disagio sociale che dilaga in Italia (il Censis lo ha chiamato “rancore” per il declassamento sociale subito) è lo stesso che, negli Stati Uniti, ha portato Donald Trump a vincere. Le élite puntavano sulla candidata “progressista” Hillary Clinton, mentre Trump ha dato voce ai “dimenticati”, al ceto medio massacrato dalla globalizzazione e dalla crisi, ai lavoratori senza più lavoro, scomparsi dai radar di Obama e della Clinton

erdoLa crisi dello stato moderno, il male morale diventato ammissibile. Il gran discorso del cardinale Erdo.
L’occidente è malato e il morbo che da tempo l’attanaglia “è il relativismo, cioè l’incapacità di dire che qualcosa è oggettivamente giusto o oggettivamente sbagliato”. E’ stato chiaro, parlando qualche giorno fa a New York, il cardinale Péter Erdo, dal 2002 arcivescovo di Budapest e primate d’Ungheria, uno dei paesi più in rotta con Bruxelles circa la strada da percorrere per determinare il futuro dell’Unione. Erdo – che è stato anche presidente delle Conferenze episcopali europee e Relatore generale all’ultimo Sinodo dei vescovi, quello sulla famiglia – ha parlato alla Columbia University, dove ha tenuto la Bampton lecture. “Il relativismo è all’origine della grave crisi che caratterizza gli stati moderni secolari. Senza un fondamento nella legge naturale, le società diventano instabili e il male morale diviene ammissibile”.

woman muslimUmile ma forte, dolce ma decisa, si trattiene ma fatica a contenersi. Gli occhi luccicano, mentre parla e gesticola con modestia affascinate. Yllka Tabaku è un fiume in piena e non ha paura di nulla, perché piano piano, dopo oltre vent’anni di cammino, si è lasciata dominare interamente dall’Amore: “Sai, quando ti arrendi e dai tutto, c’è solo il centuplo e questo basta”, anche se farlo rischia di mettere a repentaglio la tua stessa vita. Altrimenti “fai come il giovane ricco, ti tieni un po’ di vita per te e resti un cristiano triste”. Trasudando fede e gioia, questa donna innamorata di Cristo racconta alla NuovaBQ della sua conversione dall’islam al cristianesimo, quando la notte di Pasqua dell’anno scorso ha ricevuto il battesimo, riempiendo i suoi occhi di una luce che, “mi dicono i miei figli: "Mamma la voglio anche io"”. Veramente è questo l'effetto che fa Yllka, anche a chi è già cristiano.

Sweden Immigrant Unre HoroYoung in Sweden' è un’organizzazione svedese che Radio Svezia ha definito «uno dei movimenti di protesta più importanti del Paese in questo momento». I suoi membri vengono tutti dall’Afghanistan, e, secondo il sito web ufficiale, sono fuggiti dalla «violenza e dalla persecuzione» nella loro patria, per scoprire che in Svezia non erano «benvenuti dopotutto».
Il sito ‘Young in Sweden’, servendosi dello stilema americano, li battezza come ‘dreamers’, descrive i membri del gruppo come ragazzi che chiedono soprattutto ‘misericordia’, spiegando quanto sia difficile essere un rifugiato e quanto disperatamente desiderino restare a lungo in Svezia e contribuire al futuro e al bene del Paese. Ma l’appello per la simpatia cede subito il passo a qualcosa di più aggressivo.

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